Tea: comunicarle correttamente, superando ogni logica di contrapposizione

Con il voto finale del Parlamento europeo verificatosi a metà giugno si è concluso il lungo iter legislativo che ha portato all’approvazione del nuovo regolamento di coltivazione, commercio e consumo delle varietà vegetali ottenute mediante nuove Tecniche Genomiche (NGT, New Genomic Techniques), note in Italia anche come Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea). L’approvazione rappresenta una svolta storica per l’agricoltura europea tenuto conto che le nuove norme dovrebbero, secondo quanto sottolineato dall’EuroParlamento, agevolare lo sviluppo di nuove piante resistenti al clima e ai parassiti che offrono rese più elevate e richiedono meno fitofarmaci. Davanti alle attuali instabilità geopolitiche e climatiche, il miglioramento genetico delle piante si propone come una leva strategica per tutelare la sicurezza alimentare e la sostenibilità globale.

L’approvazione del regolamento ha visto tuttavia una spaccatura all’interno delle rappresentanze agricole: da un lato, le maggiori rappresentanze della produzione primaria – Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri – che hanno firmato un manifesto a favore delle Tea, dall’altro Associazioni, spesso ambientaliste, che hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta contro la loro deregolamentazione adducendo, in particolare  ma non esclusivamente, ai rischi di natura commerciale (monopolio dei brevetti) e ambientali (assenza di studi definitivi sugli effetti biologici a lungo termine nell’interazione con l’ambiente e rischio di contaminazione con le coltivazioni bio) delle Tea.

A questo punto, possiamo fin da ora intuire che il dibattito si sposterà molto rapidamente sul piano, particolarmente delicato, della corretta informazione al consumatore. L’approvazione delle Tea da parte dei consumatori sarà infatti probabilmente subordinata all’adozione di una visione sistemica del comparto primario, volta a valorizzare la complementarità tra evoluzione tecnologica e sostenibilità, superando ogni logica di contrapposizione. L’obiettivo è pertanto quello di trasformare la ricerca scientifica in vantaggi reali sia per la filiera, sia per l’ecosistema, guidando la transizione verso un’agricoltura più ecologica, robusta e competitiva, maggiormente in grado di rispondere alle esigenze dell’Industria della trasformazione. Essendo comunque inteso che, in questo caso come in altri, lo sviluppo della produzione primaria, in particolare nazionale, passa anche attraverso il superamento di altre criticità che non possono avere risposta attraverso lo sviluppo della ricerca.

 

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