Materia prima: mai trascurare la qualità

Il raccolto nazionale di frumento in Italia si è concluso delineando, sotto il profilo quanti-qualitativo, uno scenario complessivamente ma non totalmente positivo.

I numeri della mietitura 2026 indicano, rispetto al 2025, un raccolto in crescita del 10 punti percentuali circa per il frumento tenero e una contrazione di 4 punti percentuali per il frumento duro il cui volume di produzione risulta comunque superiore del 5,5% rispetto alla media dell’ultimo quinquennio. Merito certamente di un quadro meteorologico decisamente più clemente rispetto alla drammatica siccità degli anni passati che si è tradotto in incrementi significativi delle rese per ettaro.

Sotto il profilo qualitativo, il clima ha protetto le spighe, regalando un grano sano, pulito, con parametri merceologici più che soddisfacenti anche se permangono alcune criticità sulla qualità tecnologica, con particolare riferimento al contenuto proteico che risulta, quasi ovunque, in flessione.

Un esito, pertanto, globalmente positivo per la frumenticoltura italiana che è tuttavia attualmente chiamata a fronteggiare un andamento non favorevole dei mercati internazionali, e quindi nazionali che ne sono la derivazione. Un andamento riconducibile a una grande abbondanza di materia prima a livello internazionale ma che potrebbe tuttavia registrare un’inversione di tendenza, seppur parziale e non generalizzata, nei prossimi mesi laddove dovesse essere confermata una contrazione della produzione di mais e un recupero delle quotazioni che interesserebbe in primis anche il frumento tenero.

L’andamento delle quotazioni della materia prima è, da sempre, indissolubilmente legato ai volumi di produzione e alla disponibilità della materia prima rispetto al fabbisogno globale. Tuttavia, come più volte ribadito dalla nostra Associazione, l’aspetto qualitativo non può in alcun modo essere ignorato: sebbene l’investimento sulla qualità generi un incremento dei costi operativi per l’impresa agricola, questa strategia costituisce per la stessa un paracadute fondamentale a fronte di quotazioni di mercato non remunerative, come quelle attualmente costatate. Ed è il motivo per il quale riteniamo che lo sviluppo qualitativo non costituisca un’opzione, bensì la priorità assoluta che deve unire l’intera filiera frumento e tutti gli attori che la compongono.

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