Con il 2026 si apre, per Italmopa e l’Industria molitoria italiana, un altro anno che potrebbe essere caratterizzato, in particolare sotto il profilo normativo, da diverse novità e interrogativi.
Senza elencare o entrare nel merito dei possibili provvedimenti, comunitari o nazionali, che potrebbero impattare sul nostro comparto, non posso tuttavia non evidenziare che, da troppo tempo ormai, gli operatori dell’Industria della trasformazione alimentare, e pertanto anche l’Industria molitoria, sono chiamati a esercitare in un contesto mutevole e instabile che rende particolarmente ardua ogni forma di indispensabile programmazione delle proprie attività e di sviluppo di strategie pluriennali volte a incrementare la redditività delle Aziende e delle filiere nelle quali operano.
Si tende, in altre parole, da parte dei decision makers, a privilegiare l’adozione repentina di singoli provvedimenti piuttosto che di misure di sistema in grado di impattare efficacemente sulle criticità strutturali delle filiere che rimangono purtroppo intatte e inalterate.
Italmopa, responsabilmente, ha sempre espresso le sue forti perplessità nei riguardi di un approccio che continua a non contemplare l’ipotesi di sviluppo di un piano cerealicolo nazionale incentrato su obiettivi da raggiungere nel medio lungo periodo attraverso strumenti, azioni e interventi anticipatamente individuati e condivisi da tutti gli attori della filiera.
A questo riguardo, è opportuno evidenziare nuovamente che Italmopa è un’associazione che, nel rappresentare i propri associati, tiene in massimo conto non solo i propri interessi di categoria, ma anche le esigenze di crescita del Paese, nella convinzione che il proprio segmento di filiera nel comparto rappresenti un asset di pregio del Sistema Paese che funge da volano di sostegno in un settore delicato, quanto importante e riconosciuto come elemento di spicco del Made in Italy a livello mondiale. Con tale intento e su questo presupposto, Italmopa è e sarà sempre disponibile al corretto, costruttivo, imprescindibile quanto auspicato confronto con le Istituzioni e tutte le rappresentanze della filiera. Auspicando, ovviamente, che tale nostra disponibilità possa a sua volta essere condivisa dai nostri interlocutori.